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Ipogonadismo

Nell’Uomo la produzione di Testosterone da parte dei testicoli  diminuisce in maniera lenta e progressiva nell’ambito del fisiologico processo di invecchiamento. 
Questo processo viene comunemente indicato con il nome di Andropausa, Climaterio Maschile o,  più appropriatamente, di ADAM, PADAM, (rispettivamente acronimi inglesi di Androgenic Decline in the Aging Male e Partial Androgenic Deficiency of The Aging Male) o LOH (Late-Onset Hypogonadism- Ipogonadismo Tardivo).

Fino a quando non ci sarà accordo nella comunità scientifica sul termine più appropriato per indicare la condizione sostenuta dalla diminuzione dell’azione degli ormoni androgeni, i termini  di ADAM, PADAM e LOH  devono esser considerati tra loro equivalenti. Per ragioni di praticità in queste pagine si adotterà il termine di Andropausa, in quanto sebbene meno corretto dal punto di vista medico, lo si ritiene tuttora quello più idoneo ad identificare nell’opinione comune la condizione determinata dalla riduzione dei livelli sanguigni di Testosterone.

Anche per gli aspetti clinici dell’Andropausa non esite tuttora uniformità di vedute e i dati acquisiti vengono costantemente rivisti e aggiornati. Per tale motivo, l’ISSAM, Società Internazionale per lo Studio dell’Invecchiamento Maschile,  ha emanato alcune raccomandazioni per gli Operatori Sanitari relative alla  diagnosi, alla terapia e al monitoraggio di tale condizione.
L’ISSAM definisce l’Andropausa “Una sindrome bio-umorale associata all’invecchiamento e caratterizzata da una riduzione nei livelli di androgeni plasmatici con o senza diminuzione della sensibilità tissutale agli androgeni; come tale essa può comportare una significativa alterazione della qualità della vita e compromettere la funzionalità di numerosi apparati”.
Nella definizione dell’Andropausa si ritrovano alcune delle problematiche attualmente più dibattute:

  1. esiste una notevole variabilità individuale per quanto riguarda l’inizio, la velocità di progressione, e l’entità della riduzione del Testosterone. Si calcola che a partire dai 50 anni il livello di Testosterone diminuisca di circa l’1% all’anno; nei soggetti di età inferiore ai 60 anni una riduzione dei livelli di testosterone si ritrova in circa il 7% dei soggetti; nei soggetti di età superiore ai 60 anni questa percentuale sale fino al 20%. Basandosi soltanto sui livelli di Testosterone si dovrebbe pertanto ritenere che solo una piccola parte degli uomini vada incontro alle manifestazioni dell’Andropausa;
  2. con l’avanzare dell’età diminuisce  anche l’attività del Testosterone in quanto una frazione sempre maggiore è bloccata dal legame con le proteine che lo trasportano nel sangue proprio a causa della maggiore sintesi di tali proteine. Se la diagnosi viene effettuata tenendo conto dei livelli di Testosterone biologicamente attivo o Testosterone libero la percentuale di soggetti ultrasessantenni che possono essere considerati ipogonadici sale fino al 70%;
  3. nell’anziano la risposta a determinati livelli di Testosterone da parte degli organi bersaglio può essere variabile;
  4. infine i livelli di Testosterone al disotto dei quali si può parlare di ipogonadismo dell’anziano non sono ancora ben definiti.

La diagnosi clinica di ipogonadismo dell’anziano può essere posta solo nei casi più gravi; nei casi più lievi il quadro clinico è  generalmente sfumato ed è  opportuno precisare il sospetto clinico mediante  il dosaggio del Testosterone libero.  Purtroppo non tutti i metodi di dosaggio del Testosterone libero disponibili sono al tempo stesso diffusi, economici e affidabili.  Per esempio il semplice dosaggio del Testosterone totale può essere influenzato da un incremento anomalo delle proteine di legame. In conseguenza di ciò la diagnosi di ipogonadismo può variare in un individuo o in una popolazione di individui in ragione dei criteri utilizzati per definirla.

Il trattamento mediante terapia androgenica sostitutiva dei soggetti ipogonadici si propone molteplici obbiettivi, tra i quali il ripristino di un normale desiderio e di una efficiente funzione sessuale, nonché di una normale condizione di benessere psico-fisico,  il ripristino della densità dell’osso, della forza muscolare, dell’attività psichica e di un aspetto fisico più giovanile.

Le forme in cui il gli ormoni androgeni sono attualmente disponibili sono diverse e includono preparazioni per uso orale, per uso intramuscolare a breve e lunga durata di azione, preparazioni transdermiche . L’impiego di queste ultime, da attuarsi sotto rigoroso controllo dello Specialista Urologo o Andrologo presenta il vantaggio di:

  1. riprodurre fedelmente il ciclo circadiano di rilascio del Testosterone senza i picchi tipici e gli effetti indesiderati della somministrazione intramuscolare;
  2. abolizione del metabolismo epatico del Testosterone con maggior disponibilità di ormone attivo;
  3. abbassamento dei livelli delle proteine di legame  e aumento della quota di Testosterone biologicamente attivo per promuovere gli effetti clinici.

In tutti i soggetti candidati alla terapia ormonale sostitutiva con Testosterone una particolare attenzione deve essere prestata all’esistenza di un eventuale tumore prostatico; il Testosterone pur non inducendo la comparsa del tumore prostatico può facilitare lo sviluppo di un tumore prostatico già in atto.