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Malattia di La Peyronie

Gli incurvamenti acquisiti del pene sono dovuti nella maggior parte dei casi alla MALATTIA di LA PEYRONIE o INDURATIO PENIS PLASTICA; questa condizione morbosa è caratterizzata dalla formazione di una placca fibrosa in corrispondenza della tonaca albuginea del corpo cavernoso; la placca, priva di elasticità per la sua natura cicatriziale, provoca durante l’erezione l’incurvamento a causa della anomala distensione del pene.

L‘Induratio Penis Plastica o Malattia di La Peyronie è caratterizzata da una fase iniziale in cui la presenza di una placca si associa frequentemente al dolore e alla comparsa di incurvamento del pene durante l’erezione (foto 1) o nei casi più gravi ad una completa retrazione fibrosa del pene (foto 2). In circa il 30% dei casi l’Induratio Penis Plastica si associa alla Malattia di Dupuytren caratterizzata dalla retrazione fibrotica dei tendini della mano (foto 3).
Durante tale fase si osserva:

  1. la scomparsa del dolore che usualmente è completa entro 6 mesi dall’inizio dei sintomi;
  2. il rimaneggiamento della placca con variazione del grado di incurvamento, che può ridursi fino a scomparire in circa il 14% dei casi, stabilizzarsi nel 47%, aggravarsi ulteriormente nei casi restanti.
  3. L’eventuale comparsa di disfunzione erettile, che può essere dovuta sia alle ripercussioni psicologiche dell’incurvamento sia al reale danno organico delle strutture vascolari del pene.

La stabilizzazione dell’Induratio Penis Plastica si realizza entro un anno dalla comparsa dei sintomi; oltre questo termine variazioni dell’incurvamento del pene e delle dimensioni della placca devono essere ritenute improbabili.

Diagnosi

La diagnosi della Malattia di La Peyronie è normalmente effettuata mediante l’anamnesi (comparsa di incurvamento del pene) e l’esame clinico che consente, nella maggior parte dei casi, di apprezzare con la palpazione la caratteristica placca fibrosa.
Usualmente non sono necessari ulteriori accertamenti allo scopo di confermare la diagnosi; l’esecuzione dell’ecografia peniena, dell’eco-color doppler penieno dinamico (in corso di erezione indotta farmacologicamente) e della rigidometria peniena notturna (RIGISCAN test) sono tuttavia utili per l’impostazione di una corretta terapia chirurgica.
Numerosi trattamenti vengono attualmente proposti nella terapia medica della Malattia di La Peyronie; a causa dell’assenza o della difficoltà di realizzazione di studi controllati nessuno di questi trattamenti può essere ritenuto sicuramente efficace ai fini della riduzione del dolore, delle dimensioni della placca e dell’incurvamento.

Terapia chirurgica

Nei casi in cui la terapia medica non abbia ottenuto il miglioramento dell’incurvamento la soluzione dell’incurvamento da Induratio Penis Plastica resta affidata alla Chirurgia.

Gli interventi possibili sono principalmente di 3 tipi:

  1. plastica di raddrizzamento del pene (corporoplastica sec. Nesbit e varianti analoghe) senza interventi sulla “placca” fibrosa; questo tipo di intervento è indicato in casi di incurvamento di grado non particolarmente accentuato con lunghezza del pene tale da consentire il raddrizzamento senza che si verifichi un accorciamento marcato del pene;
  2. plastica di raddrizzamento del pene mediante incisione della placca con innesto di tessuto biologico; questo intervento è riservato a soggetti con incurvamento di grado severo con contemporaneo accorciamento fibrotico del pene, nei quali non siano stati riscontrati disturbi dell’erezione o nei quali l’età o la presenza di fattori di rischio vascolare non lasci prevedere una diminuzione della funzione erettile nel periodo successivo all’intervento; il tessuto di sostituzione può essere prelevato dal Paziente (vena safena) o, in alternativa si può ricorrere a materiali biologici di origine animale; fai click qui per accedere al video che dimostra la correzione chirurgica mediante incisione della placca e innesto di patch biologico (nelle immagini pericardio bovino).
  3. impianto di una protesi peniena; questo intervento è indicato in soggetti in cui l’incurvamento penieno si associ alla disfunzione erettile o nei quali l’età del Paziente faccia ipotizzarne comparsa successivamente all’intervento. Usualmente consiglio al Paziente l’impianto di una protesi peniena idraulica e nella maggior parte dei casi il posizionamento della protesi è per sé sufficiente a determinare il raddrizzamento del pene; qualora sia presente un incurvamento residuo marcato si procede nel corso dello stesso intervento all’esecuzione di una plastica cosiddetta complementare di raddrizzamento del pene.

Nella mia esperienza clinica il caso più frequente è quello di un Paziente affetto contemporaneamente da incurvamento di grado elevato e riduzione di lunghezza del pene; l’intervento più praticato è pertanto la corporoplastica con incisione di placca e innesto biologico; esso consente il raddrizzamento del pene e il recupero, anche se parziale, di una dimensione dell’organo soddisfacente per il Paziente e la sua Partner.