Un test molecolare può misurare l’aggressività del carcinoma prostatico

Uno degli aspetti più controversi nella terapia del carcinoma prostatico è l’individuazione tra tutti dei tumori aggressivi, gli unici e, fortunatamente i più rari, a dover essere trattati in prima battuta con la chirurgia o la radioterapia.
E’ noto infatti che solo una piccola parte dei carcinomi prostatici possono costituire un pericolo per la sopravvivenza del Paziente e solo a questi ultimi dovrebbe essere riservata una qualche forma di terapia. Esiste quindi una stringente necessità di strumenti idonei a distinguere in modo univoco i carcinomi prostatici non aggressivi, per i quali il Paziente può essere sottoposto unicamente alla sorveglianza attiva, da quelli aggressivi per i quali è indicata la terapia.
MDxHealth, azienda leader nella commercializzazione di test epigenetici finalizzati alla ottimizzazione della diagnosi e terapia in oncologia ha annunciato che il proprio test epigenetico ConfirmMDx® ha la capacità di prevedere l’aggressività del carcinoma prostatico nei campioni di biopsia. I dati, recentemente presentati a Glasgow in occasione del meeeting dell’ESUR, la sezione di ricerca dell’European Association of Urology, dimostrano che il profilo di rischio epigenetico generato da ConfirmMDx® migliora quello ottenuto con altri sistemi di stratificazione del rischio come il punteggio di Gleason o il NCCN (National Comprehensive Cancer Network). ConfirmMDx® ha dimostrato inoltre capacità di previsione della presenza di un carcinoma prostatico anche nei casi di biopsia negativa, consentendo di selezionare i Pazienti nei quali è consigliabile la ripetizione del test.
ConfirmMDx®, distribuito negli Stati Uniti da MDxHealth, non è attualmente disponibile in Europa.