Un test molecolare può misurare l’aggressività del carcinoma prostatico

Uno degli aspetti più controversi nella terapia del carcinoma prostatico è l’individuazione tra tutti dei tumori aggressivi, gli unici e, fortunatamente i più rari, a dover essere trattati in prima battuta con la chirurgia o la radioterapia.
E’ noto infatti che solo una piccola parte dei carcinomi prostatici possono costituire un pericolo per la sopravvivenza del Paziente e solo a questi ultimi dovrebbe essere riservata una qualche forma di terapia. Esiste quindi una stringente necessità di strumenti idonei a distinguere in modo univoco i carcinomi prostatici non aggressivi, per i quali il Paziente può essere sottoposto unicamente alla sorveglianza attiva, da quelli aggressivi per i quali è indicata la terapia.
MDxHealth, azienda leader nella commercializzazione di test epigenetici finalizzati alla ottimizzazione della diagnosi e terapia in oncologia ha annunciato che il proprio test epigenetico ConfirmMDx® ha la capacità di prevedere l’aggressività del carcinoma prostatico nei campioni di biopsia. I dati, recentemente presentati a Glasgow in occasione del meeeting dell’ESUR, la sezione di ricerca dell’European Association of Urology, dimostrano che il profilo di rischio epigenetico generato da ConfirmMDx® migliora quello ottenuto con altri sistemi di stratificazione del rischio come il punteggio di Gleason o il NCCN (National Comprehensive Cancer Network). ConfirmMDx® ha dimostrato inoltre capacità di previsione della presenza di un carcinoma prostatico anche nei casi di biopsia negativa, consentendo di selezionare i Pazienti nei quali è consigliabile la ripetizione del test.
ConfirmMDx®, distribuito negli Stati Uniti da MDxHealth, non è attualmente disponibile in Europa.

Sildenafil (Viagra™) attivo anche nella prevenzione delle cardiopatie

Sildenafil (Viagra™) potrebbe avere effetti benefici sul cuore migliorandone la funzione senza alterare la pressione arteriosa. E’ il risultato di una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori italiani diretto da Andrea Isidori dell’Università La Sapienza di Roma pubblicata su BMC Medicine.
Lo studio, condotto su un gruppo di 1622 Pazienti, ha dimostrato che l’uso di Sildenafil può prevenire l’ipertrofia del ventricolo sinistro all’origine della catena di eventi responsabile dello scompenso cardiaco congestizio. I ricercatori ipotizzano pertanto che il farmaco possa essere somministrato senza pericolo a pazienti con scompenso cardiaco in fase iniziale, ma ritengono necessari ulteriori studi per confermare questi risultati iniziali ed estendere eventualmente l’uso di sildenafil nelle donne affette da cardiopatia.

In arrivo una “rivoluzione” nel campo della contraccezione maschile

Parsemus Foundation ritiene possibile l’immissione in commercio negli Stati Uniti entro il 2015 di Vasalgel un polimero contraccettivo atossico, che iniettato all’interno dei vasi deferenti (i condotti che trasportano gli spermatozoi dai testicoli al canale dell’uretra) forma un “tappo” che impedisce il passaggio degli spermatozoi e rende pertanto il liquido seminale incapace di fecondare l’uovo femminile. Questa procedura è concettualmente simile alla vasectomia (l’interruzione chirurgica dei vasi deferenti) ma ha il pregio di essere reversibile: il “tappo” può infatti essere sciolto iniettando all’interno del vaso deferente un apposito solvente. La procedura viene ritenuta efficace nel 100% dei casi trattati.
Parsemus Foundation ha iniziato la sperimentazione di Vasalgel nel 2010 a partire da polimero contraccettivo denominato RISUG® (Reversible Inhibition of Sperm Under Guidance) attualmente in fase di avanzata sperimentazione in India, e, dopo la sperimentazione sull’animale, conta di iniziare l’uso sull’uomo entro il 2014.
RISUG