L’incidenza della disfunzione erettile aumenta con l’età, superando il 50% nei pazienti oltre i 70 anni; in alcune categorie di pazienti come i fumatori ed i diabetici queste percentuali aumentano ulteriormente poiché aumentano i fattori di rischio che sono alla base del disturbo; all’aumentare dell’età, dei fattori di rischio e delle condizioni morbose favorenti la disfunzione erettile si riduce anche l’efficacia dei farmaci, che è del tutto nulla nei casi di lesione nervosa.

L’aumento degli interventi per la cura del carcinoma prostatico, nonostante l’utilizzo di tecniche di preservazione dei nervi deputati all’erezione, ha drammaticamente incrementato il numero di Pazienti, relativamente giovani, con disfunzione erettile grave. Si ritiene che appena il 25% dei Pazienti sottoposti a chirurgia del carcinoma prostatico recuperi la capacità di ottenere un’erezione rigida spontanea o stimolata da farmaci orali. Inoltre, l’assenza di attività erettile provoca in questi Pazienti una rapida e progressiva atrofia del pene le cui dimensioni si riducono sensibilmente e in breve tempo rispetto alla condizione precedente l’intervento.

L’uso di una protesi peniena consente pertanto di ripristinare la funzione erettile con rigidità identica a quella naturale in Pazienti con disfunzione erettile grave che non siano responsivi o non possano utilizzare la terapia orale o iniettiva.

Le protesi peniene sono di due tipi:

a) protesi a volume costante, caratterizzate da rigidità ottimale e affidabilità meccanica assoluta; il pene mantiene uno stato di attivazione permanente, che non induce disagio all’uomo al di fuori dell’attività sessuale essendo adattabile all’interno degli indumenti intimi;

b) protesi a volume variabile. La rigidità del pene è ottenuta azionando una piccola pompa nello scroto che sposta un liquido da un serbatoio posto a lato della vescica in due cilindri all’interno dei corpi cavernosi del pene generando l’erezione; al termine del rapporto i cilindri protesici sono svuotati sino al ciclo successivo.

La protesi peniena è completamente integrata all’interno delle strutture genitali del Paziente, pertanto non è visibile né riconoscibile dall’esterno ed ha esclusivamente la funzione di ripristinare una rigidità dell’organo adatta alla penetrazione senza modificare il desiderio e il piacere sessuale.

Il pene, in condizioni di flaccidità e d’erezione, ha un aspetto identico a quello dell’organo normale.

Attualmente il 27% delle protesi sono impiantate per disfunzione erettile conseguente a chirurgia per il carcinoma prostatico; la disfunzione erettile conseguente a diabete mellito, a patologie vascolari, alla malattia di La Peyronie rende necessaria la protesi peniena nel 20, 18 e 10% dei casi rispettivamente. L’impianto di una protesi peniena determina una soddisfazione nel Paziente e nella sua Partner molto elevata, generalmente superiore al 90% e comunque più alta, in percentuale, di qualunque altra terapia per la disfunzione erettile. Inoltre, non si modifica solo il suo appagamento sessuale ma la qualità della vita in generale subisce un sensibile miglioramento.

L’impianto di protesi peniena è una procedura chirurgica rapida, di durata compresa tra 40 e 60 minuti. La dimissione del Paziente avviene entro le 24 ore successive all’intervento e l’inizio della attività sessuale si realizza dopo 5 settimane.

Più del 80% delle protesi peniene sono perfettamente funzionanti a distanza di 10 anni dall’intervento; I materiali costituenti le protesi non determinano rigetto da parte dell’organismo e la complicanza più temibile è rappresentata dall’infezione della protesi; i nuovi modelli protesici e le procedure di profilassi antibiotica hanno tuttavia abbassato il rischio di infezione al di sotto dell’1%.

L’impianto di una protesi peniena consente la riabilitazione sessuale del Paziente affetto da disfunzione erettile grave nei casi non responsivi alla terapia orale e locale; l’impegno rappresentato dalla necessità di sottoporsi ad un intervento chirurgico è ampiamente compensato da livelli di soddisfazione per il Paziente e la Partner che non hanno eguali nel campo della terapia della disfunzione erettile.

Protesi peniena: domande frequenti

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